Termovalorizzatore Silla: dalla stufa allo stufone
Perché a Milano non c’è la raccolta differenziata per l’umido? Una volta si buttava tutto nella stufa per riscaldarsi. Oggi, continuiamo a farlo.
“Nel Silla2 avviene qualcosa di inspiegabile: si bruciano dei rifiuti potenzialmente riciclabili al solo fine di mantenere alta la produzione energetica e di conseguenza i guadagni”. (Carlo Monguzzi, Capo Gruppo Verdi Regione Lombardia)
Voglio raccontarvi una storia, una di quelle storie strane, all’italiana. Voglio raccontarvi di un fatto, come avviene spesso, a cui la risposta immediata è: “assurdo”, la risposta a freddo è: “ che ci dobbiamo fare” e che, infine, verrà dimenticato. Voglio parlarvi di un inceneritore, il Silla2, alle porte di Milano, e per farlo dobbiamo partire da una domanda interessante: Perché a Milano non c’è la raccolta differenziata per l’umido? Sappiamo tutti che la raccolta differenziata in città è una realtà, e sappiamo anche che, grazie a processi diversi, il così detto umido può diventare fonte di risparmio o energia (fertilizzante, biomasse..). Allora a Milano dove va a finire l’umido, e cosa ce ne si fa?
Prima di rispondere facciamo un salto indietro di una decina di anni: è il 1997 e viene inaugurato il Silla 2, progetto all’avanguardia, sulla carta, in grado di garantire il riscaldamento termico annuo di 15′000 famiglie ed elettricità per circa 100′000 abitazioni. Ma qual è il ruolo di un inceneritore? l’inceneritore, in un sistema razionale di raccolta dei rifiuti, è l’ultimo anello della catena, finalizzato a distruggere tutto ciò che non è possibile riciclare, garantendo almeno un recupero energetico (v3edi Box1). Da principio il Silla2 era stato autorizzato per bruciare 900 t/giorno di rifiuti ma presto si è passati a 1250 e infine a 1450t/g. Questo aumento di materiale bruciato è facilmente spiegabile: i costi di costruzione sono alti, più si brucia più si produce energia, l’energia prodotta è a basso costo e in un mercato avido di energia si vende facilmente. L’aumento di materiale bruciato apre però uno scenario inquietante: dove viene trovato il combustibile in più per il Silla2? E qui si inizia a sentire puzza di bruciato. Guardando i dati sui rifiuti di Milano ci si accorge che la raccolta differenziata oggi raggiunge il 30% circa, un ottimo risultato, peccato però che sia una percentuale invariata da anni, senza miglioramenti, . Sono andato a vedere i dati dei comuni della provincia, per controllare se eravamo gli unici a restare fermi sul riciclo. Ovviamente è così: nella provincia di Milano le raccolte di umido e differenziata sono aumentate di anno in anno, con punte del 54%.
Quindi: a Milano la percentuale di riciclo è stranamente ferma, da quando è in funzione l’inceneritore non raccogliamo più l’umido, e negl’anni la quantità di rifiuti inceneriti è aumentata sempre più . Ora si entra nel campo delle ipotesi, perché nulla è stato dimostrato ma secondo Carlo Monguzzi, capogruppo dei Verdi regionali, nel Silla2 avviene qualcosa di assurdo, si bruciano cioè rifiuti potenzialmente riciclabili, al solo fine di mantenere alta la produzione energetica e di conseguenza i guadagni. Da non dimenticare è poi l’effetto diretto che sta avendo il Silla2 sul quartiere in cui si trova, e sulla città: Poiché siamo in Italia, nessuno sembra aver pensato agli effetti collaterali di aumentare, quasi del doppio, l’incenerimento e soprattutto di quanto ciò sia dannoso. Il Silla2, come tutti gli inceneritori, produce gas e polveri sottili, che sappiamo tutti essere dannosi e cancerogeni, e quindi dovrebbe essere fine dei nostri governanti ridurre sempre più il loro utilizzo, incentivando altri sistemi. Invece qui da noi si aumenta il loro utilizzo, seguendo sempre la strada più rapida e meno costosa, e non solo, si utilizza l’umido come combustibile, che è ancora più inquinante e, per finire in bellezza, si progetta di costruirne un altro! Cari italiani, facciamo bene, è meglio dimenticare tutta questa immondizia.




