L’italia non è l’America.
Al Milano Film Festival partecipano con un lungometraggio giovani migranti di Milano. La nostra inviata ci racconta l’ultima edizione di uno dei più amati festival della città.
‘ Storie migranti ’ di Stephane Le Gall-Viliker
Il 15 settembre al Teatro dal Verme si è svolta una giornata dedicata al tema dell’immigrazione: la seconda edizione dell’Immigration Day, organizzato in collaborazione con il Naga. L’evento, affermano quelli del Naga, si basa sull’idea di offrire ai cittadini stranieri, che vivono e lavorano a Milano, un momento culturale di svago e divertimento e di renderli protagonisti della giornata. Invitati a dare il loro contributo sono stati un gruppo di giovani ragazzi, dai sedici anni in su , che hanno vissuto parte della loro esperienza migratoria nel capoluogo lombardo. È così che, in mani inesperte, il cinema diventa un modo per esprimere e mostrare esperienze che sistematicamente rimangono invisibili. Il lungometraggio inizia con riprese della Stazione Centrale, il primo luogo che si incontra quando si arriva a Milano. Qui seguiamo il racconto di un ragazzo arrivato da Lampedusa e che dopo un tentativo di andare in Germania verrà trattenuto. I suoi primi giorni a Milano li passa senza poter né mangiare né dormire in un luogo caldo. Si passa poi alla storia di una ragazza rom, che conscia di dover sposarsi rimpiange di non potere essere come le ragazze italiane e di non frequentare la scuola. Lei dovrà ritornare in Romania. E poi altre storie giovani, che raccontano un’ Italia contraddittoria e divisa, dove è possibile vivere ma a costo di sofferenze ed enormi limitazioni.
Ma “nonostante tutto, l’Italia non è l’America ”. Così vuole concludere i suoi ringraziamenti uno dei ragazzi protagonisti del lungo ‘ Storie migranti ’ di Stephane Le Gall-Viliker. Parole dette da un ragazzo che ha vissuto per circa tre anni sulla strada perché irregolare e che riesce ad ottenere il permesso di soggiorno intorno al quinto anno. Non so se tutti gli altri la pensassero come lui, ma comunque stupisce che nonostante l’enormità delle difficoltà intrinseche al migrare e le limitazioni incontrate in Italia vi possa essere ancora della positività nei confronti del nostro Paese. Paese che proibisce qualsiasi tipo di assistenza a chi è irregolare e che punisce con carcere ed espulsione chi è clandestino.




