Decleva’s Cup: una partita vinta a tavolino
La commissione disciplinare, al suo esordio, discute il caso di cinque studenti presenti alla contestazione contro il Magnifico rettore dell’Università Statale di Milano e ne sanziona due.
Chi L’11 giugno 2009 era presente nel chiostro centrale dell’università di via Festa del Perdono si ricorderà certo della protesta andata in scena contro il rettore dell’università. Un torneo di calcio (Decleva’s Cup) improvvisato sul prato a ritmo di musica. Una di quelle iniziative che si potrebbero definire “protesta creativa”: un gesto non violento ma rumoroso che attiri l’attenzione degli studenti, dei passanti e dei professori al fine di contestare la gestione dell’università. Contestazione in questo caso non digerita dal Rettore Decleva che per l’occasione ha rispolverato la commissione disciplinare, organo che non vedeva la luce dal lontano ‘68. Ad essere chiamati in causa sono 5 ragazzi, gli unici identificati, ai quali viene contestato il comportamento di tutti i protestanti, in particolare l’introduzione di un furgoncino e l’interruzione delle lezioni con musica ad alto volume. La commissione dopo la prima convocazione, ha rinviato la seconda seduta a data da destinarsi. Data che non è mai stata resa pubblica se non a giochi già fatti. L’obbiettivo di sfuggire ad un’ulteriore protesta è quindi riuscito, così il 29 settembre si è presa la decisione finale: 3 ragazzi “prosciolti” per insufficienza di prove, un ragazzo sospeso per un mese (a quanto pare per via una lettera mandata alla commissione in cui ammetteva la sua presenza) e un’altro sospeso per tre mesi. Quest’ultimo, riconosciuto da un professore che quel giorno passava per il chiostro centrale, secondo le nostre fonti risulterebbe essere l’organizzatore della protesta. Un volto noto, che compare anche sulle foto scattate dalla DIGOS, materiale, però, che la commissione ha preferito non prendere in considerazione, evitando così una pioggia di sanzioni che avrebbero ottenuto un effetto a dir poco controproducente per l’immagine dell’università.
Parlando con i rappresentanti degli studenti presenti in commissione scopriamo che tutto ciò che viene deciso e discusso non può essere comunicato al di fuori, almeno fino a quando il senato accademico non avrà votato la sanzione. (le indiscrezioni fin qui citate sono prese da fonti non ufficiali, ndr). Contenuti segretati al fine di non far parlare delle sanzioni. Una decisione alquanto ambigua dal momento che non si trattava certo di comportamenti singoli, ma bensì di una protesta collettiva che se pur non condivisa dall’unanimità degli studenti ne rappresentava la voce di una parte.
Le azioni dei collettivi sono spesso seguite da una risonanza mediatica non indifferente, infatti le loro proteste arrivano in alcuni casi fino alle pagine di testate nazionali. Così questa volta si è deciso di dare una punizione esemplare, per mettere in guardia le future mobilitazioni, cercando di dissuadere i possibili partecipanti ponendoli di fronte all’eventualità di poter incappare in una sanzione disciplinare che mini il proprio percorso di studi.
Sebbene le motivazioni della protesta spesso possono anche non essere condivise, il modus operandi del Rettore Decleva sembra essere forse eccesivo. Sia per il tentativo di celare i contenuti del dibattito all’interno della commissione sia perché si è scelto di punire con strumento disciplinare un comportamento che fino a prova contraria può essere definito politico.
Creando questo precedente il Rettore alza il muro contro i movimenti studenteschi legati agli ambienti di sinistra, dando il là ad uno scontro che di certo non si concluderà così facilmente. Per quanto ci riguarda non ci resta che aspettare e stare a guardare la prossima mossa dei collettivi.
BOX: Decleva al policlinico.
Il 15 luglio, il presidente della regione Lombardia Formigoni ha rinnovato l’assetto politico sanitario del Policlinico - Mangiagalli, dell’istituto dei Tumori, del neurologico BESTA e del San Matteo di Pavia. Un rinnovo che porta 6 nuovi nomi su 14. Tra questi vi è anche quello di Enrico Decleva (68). Il quale, oltre ad essere già Rettore dell’Università statale di Milano (eccezionalmente al suo terzo mandato) e presidente della Crui, dove porta avanti la mediazione sulla riforma dell’università, ora deve anche sedere nel consiglio di amministrazione del Policlinico.
Box: Gerontocrazia.
Un comma inserito nell’articolo 72 della legge 133 del 2008 offre la possibilità agli Atenei di pensionare professori ordinari e associati a settant’anni (non più a 72) e i ricercatori a sessantacinque. Questo porterebbe ad un risparmio in un biennio di 31 milioni e 300mila euro in stipendi. I Docenti raggiunto il limite di età hanno fatto ricorso, vincendolo, al Tar. Questo gli permetterà di rimanere in carica fino a 72 anni vanificando il comma che secondo il ministro avrebbe dovuto assestare il colpo definitivo ai “vecchi e cari” Baroni.




