Posted by admin on 6/26/09 • Categorized as Commenti
di Mirko Annunziata
Questa domanda potrà sembrare banale e ridicola ai più ma viene già posta da milioni di persone nel mondo e nei prossimi anni, con l’inarrestabile diffusione delle nuove tecnologie informatiche, ce la porremo tutti. Di sicuro se la sono già posta molti direttori di giornali, a fronte di un sempre minore numero di lettori e della crisi economica, due fattori congiunti che rischiano di mietere vittime eccellenti anche nell’Olimpo dei Giornali più prestigiosi. Internet dal canto suo sembra essere destinato nel prossimo futuro a diventare il nuovo Messia dell’informazione: gratuito, aggiornato in tempo reale ed ecumenico, suscita un fascino irresistibile verso molti navigatori di cui una parte con una punta orgoglio dichiara il suo disinteresse ad ogni notizia o avvenimento che non passi dallo schermo del loro computer. Il problema principale di questa crisi però va ricercato altrove, non proviene dalle potenzialità dei nuovi mezzi di comunicazione ma dai problemi di quelli vecchi: la libertà e l’indipendenza percepita nell’informazione via Internet rispetto ai bavagli dei poteri politici ed economici imposti alle redazioni dei giornali cartacei. Questo problema è ancora più sentito nel nostro paese, dove la scelta di distaccarsi dai vecchi mezzi d’informazione assume spesso la forma di una vera e propria protesta verso un’informazione vista sempre più come politicizzata e per questo meno affidabile.
Un sondaggio IPSOS sulla credibilità dei media in Italia riporta che gli Italiani reputano i temi politici ed economici i meno credibili tra quelli trattati dai media, in coincidenza proprio con i settori più legati al potere editoriale. Dai sondaggi emerge inoltre a sorpresa come media informazione più apprezzato la radio.
Perché proprio la radio? L’informazione via radio è rapida, puntuale e dovendo essere sintetica quasi del tutto immune, o comunque in misura minore di altri media, ad ogni tipo di manipolazione della notizia di stampo politico ed ideologico. Internet, in quanto media in grado di dare la possibilità a chiunque di fare informazione con mezzi gratuiti quali blog, forum di discussione e siti personali, potrebbe essere la nuova frontiera della libera informazione, o almeno così verrà visto da un numero sempre maggiore di persone.
Se il giornalismo cartaceo invece, soprattutto nel caso Italiano, si trova in una crisi destinata a crescere nel futuro, la colpa non è tanto la diffusione
dell’informazione su Internet o del prestigio della radio, quanto la sempre più crescente sfiducia dei lettori nei confronti dell’attuale classe giornalistica. Il giornalismo come propaganda politica e ideologica, invece che limitarsi ai soli giornali dichiaratamente di partito, occupa tutti i livelli della carta stampata, sconvolgendo la stessa cronaca. La propaganda inesorabile fa spesso e volentieri a botte con la realtà dei fatti, e il giornalista attuale tende a sacrificare la seconda per la prima, oltre che a vendere la sua onestà intellettuale. Senza scomodare i desolanti risultati totalizzati dall’Italia nei principali indici di libertà di stampa, basta dare una fugace occhiata alle prime pagine dei giornali di diverse fazioni politiche, dalle testate nazionali ai giornali gratuiti universitari nostri colleghi,
per avere l’impressione che il paese e il mondo intero soffrano di una grave forma di schizofrenia.
Il futuro del giornalismo su carta, pur accettando i suoi limiti e l’inarrestabile ascesa delle notizie via Internet, deve poter contare non solo su una classe di giornalisti capaci e coraggiosi ma anche su articoli di qualità, libera espressione di convinzioni politiche ed ideologiche.
Queste, purtroppo spesso e in maniera più o meno consapevole da parte del giornalista, sono condizionate da pesanti pressioni interne ed esterne che impediscono al lettore di capire e di costruirsi una sua opinione autonoma e libera.
Il giornalismo tradizionale è in crisi?
Posted by admin on 6/26/09 • Categorized as Commenti
Questa domanda potrà sembrare banale e ridicola ai più ma viene già posta da milioni di persone nel mondo e nei prossimi anni, con l’inarrestabile diffusione delle nuove tecnologie informatiche, ce la porremo tutti. Di sicuro se la sono già posta molti direttori di giornali, a fronte di un sempre minore numero di lettori e della crisi economica, due fattori congiunti che rischiano di mietere vittime eccellenti anche nell’Olimpo dei Giornali più prestigiosi. Internet dal canto suo sembra essere destinato nel prossimo futuro a diventare il nuovo Messia dell’informazione: gratuito, aggiornato in tempo reale ed ecumenico, suscita un fascino irresistibile verso molti navigatori di cui una parte con una punta orgoglio dichiara il suo disinteresse ad ogni notizia o avvenimento che non passi dallo schermo del loro computer. Il problema principale di questa crisi però va ricercato altrove, non proviene dalle potenzialità dei nuovi mezzi di comunicazione ma dai problemi di quelli vecchi: la libertà e l’indipendenza percepita nell’informazione via Internet rispetto ai bavagli dei poteri politici ed economici imposti alle redazioni dei giornali cartacei. Questo problema è ancora più sentito nel nostro paese, dove la scelta di distaccarsi dai vecchi mezzi d’informazione assume spesso la forma di una vera e propria protesta verso un’informazione vista sempre più come politicizzata e per questo meno affidabile.
Un sondaggio IPSOS sulla credibilità dei media in Italia riporta che gli Italiani reputano i temi politici ed economici i meno credibili tra quelli trattati dai media, in coincidenza proprio con i settori più legati al potere editoriale. Dai sondaggi emerge inoltre a sorpresa come media informazione più apprezzato la radio.
Perché proprio la radio? L’informazione via radio è rapida, puntuale e dovendo essere sintetica quasi del tutto immune, o comunque in misura minore di altri media, ad ogni tipo di manipolazione della notizia di stampo politico ed ideologico. Internet, in quanto media in grado di dare la possibilità a chiunque di fare informazione con mezzi gratuiti quali blog, forum di discussione e siti personali, potrebbe essere la nuova frontiera della libera informazione, o almeno così verrà visto da un numero sempre maggiore di persone.
Se il giornalismo cartaceo invece, soprattutto nel caso Italiano, si trova in una crisi destinata a crescere nel futuro, la colpa non è tanto la diffusione
dell’informazione su Internet o del prestigio della radio, quanto la sempre più crescente sfiducia dei lettori nei confronti dell’attuale classe giornalistica. Il giornalismo come propaganda politica e ideologica, invece che limitarsi ai soli giornali dichiaratamente di partito, occupa tutti i livelli della carta stampata, sconvolgendo la stessa cronaca. La propaganda inesorabile fa spesso e volentieri a botte con la realtà dei fatti, e il giornalista attuale tende a sacrificare la seconda per la prima, oltre che a vendere la sua onestà intellettuale. Senza scomodare i desolanti risultati totalizzati dall’Italia nei principali indici di libertà di stampa, basta dare una fugace occhiata alle prime pagine dei giornali di diverse fazioni politiche, dalle testate nazionali ai giornali gratuiti universitari nostri colleghi,
per avere l’impressione che il paese e il mondo intero soffrano di una grave forma di schizofrenia.
Il futuro del giornalismo su carta, pur accettando i suoi limiti e l’inarrestabile ascesa delle notizie via Internet, deve poter contare non solo su una classe di giornalisti capaci e coraggiosi ma anche su articoli di qualità, libera espressione di convinzioni politiche ed ideologiche.
Queste, purtroppo spesso e in maniera più o meno consapevole da parte del giornalista, sono condizionate da pesanti pressioni interne ed esterne che impediscono al lettore di capire e di costruirsi una sua opinione autonoma e libera.