La mafia al nord non esiste
MILANO SI SENTE LONTANA DALLA PIAGA ITALIANA DEL SUD. AFFOSSATA LA COMMISSIONE ANTIMAFIA
di Gabriele Villa
5 Marzo 2009, con 49 voti favorevoli si insedia a Palazzo Marino la “Commissione speciale d’inchiesta sulla presenza della criminalità organizzata di stampo mafioso a Milano”.
Il 7 aprile 2009, la commissione convocata dal Presidente del consiglio
comunale Manfredi Palmeri, e presieduta dal Consigliere anziano Pierfrancesco Majorino, ha lavorato alla programmazione delle sedute successive con ben 30 azioni concrete da attuare.
Compito della Commissione è di indagare e occuparsi delle infiltrazioni mafiose negli immobili di proprietà del Comune o di aziende collegate, dei legami con il racket della prostituzione, lo spaccio di stupefacenti, la tratta di esseri umani, le morti bianche e l’immigrazione clandestina, nonché dell’impatto negativo del fenomeno sul sistema produttivo, economico e sociale milanese; senza tralasciare l’importantissimo compito di vigilare sul pericolo obiettivo di infiltrazioni negli appalti per la vicina EXPO 2015. Un ottimo punto di inizio per una città come Milano capoluogo di una regione, la Lombardia, che si colloca al terzo posto per beni confiscati alla mafia, un territorio in cui si sente la puzza dell’infiltrazione delle cosche calabresi e di quella della camorra napoletana. 25 maggio 2009, con 29 voti a favore (il centro destra al completo) e 24 contrari (l’opposizione), con la sola astensione del Presidente dell’Aula Manfredi Palmeri, la Commissione antimafia di Milano viene sciolta. Si tratta solo della punta dell’iceberg di un iter di boicottaggio iniziato con le parole del prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi, che dichiarava «l’illegittimità e l’inutilità» della Commissione. Il Pdl giustificava: «Abbiamo incontrato, prefetto, questore e magistrati: ci hanno confermato che non avrebbero partecipato alle sedute. Senza contributi esterni la Commissione diventa inutile, un luogo dove discutere d’aria fritta».
È questa una valida giustificazione? Forse la Lombardia, troppo al nord e troppo distante dalla piaga che affligge il sud del nostro paese, si sente ingenuamente sicura? O forse tale leggerezza nasconde i soliti interessi politici, economici e commerciali …reali motivi per cui dopo anni di spargimenti di sangue, stragi e intimidazioni, oggi la criminalità organizzata è più attiva che mai sull’intero territorio Italiano.
Roberto Saviano durante la trasmissione di Fazio “Che tempo che fa…” denunciava che gli abitanti del nord del paese non sanno realmente cosa sia la camorra, non sanno realmente cosa significhi vedere un corpo a terra trivellato di colpi, non conoscono l’odore di un morto ammazzato, e la puzza di polvere da sparo che ristagna nell’aria dopo un agguato.
Non sanno cosa significhi realmente passeggiare per il centro, sentire una moto accelerare, una pistola sparare e vedere un uomo che strema privo di vita a terra, nel mezzo di una folla di passanti che guardano, mormorano e alla fine non hanno visto niente. Forse è davvero così, perché qui in Lombardia la criminalità organizzata è silenziosa, quieta, si guarda dal creare situazioni che attirino i media e che scandalizzino l’opinione
pubblica. I morti si fanno al sud, questo è territorio di investimenti di conquista economica, dove è necessario fare tutto con il giusto silenzio
senza puzza di zolfo nell’aria, né macchie di sangue a terra.
Ma andatelo a chiedere al commerciante dell’hinterland meneghino che è costretto a pagare il pizzo, a sopportare intimidazioni, andatelo a chiedere alla prostituta costretta a battere in viale Umbria, andatelo a chiedere al ragazzo morto di overdose che ha reperito la dose quotidiana con la facilità di comprare una pagnotta di pane.
«La mafia al nord non esiste», parole pronunciate da chi ha deciso di tapparsi il naso e non sentire l’odore di marcio e di corrotto che ristagna anche qui, a centinaia di chilometri dalla Campania, dalla Calabria e dalla Sicilia.
Parole il cui significato è confermato dall’atto di quest’amministrazione comunale nella sua, spero, vera e sincera ingenuità.



