Di Marco Andriola
MILANO ‐ LʹAssociazione Sportiva Dilettantistica Rugby Milano, nata nel 1945, vanta circa quattrocento atleti tesserati tra squadre di minirugby, giovanili, seniores (due squadre: una in Serie B, lʹaltra in Serie C) e old ed ha più di cinquanta tesserati tra educatori, allenatori, accompagnatori e medici.
Oltre a giocare sui campi di tutta la Lombardia e dintorni, da alcuni anni lʹA.S.R. è impegnata in progetti di valenza sociale ed educativa. Enzo Dornetti, general manager, e Giorgio Terruzzi, addetto stampa ci spiegano di cosa si tratta: lʹattività in alcune scuole elementari di Milano è iniziata qualche anno fa; da questʹanno partirà anche una collaborazione con lʹIstituto penale minorile Beccaria.
Le scuole elementari ormai rispecchiano la molteplicità etnica e culturale del nostro paese e in molti casi si riscontra una mancanza di socializzazione sia tra i bambini che tra le famiglie. In questo contesto noi e i nostri istruttori organizziamo allenamenti e amichevoli presso la scuola e tornei con altre squadre pari categoria su veri campi da rugby.
***
La collaborazione con il Beccaria, invece, cosa prevede? Anche in questo caso abbiamo in progetto di iniziare allenamenti, partite amichevoli e tornei sia allʹinterno che allʹesterno dellʹistituto e inoltre i ragazzi potranno seguire corsi di formazione per diventare istruttori o arbitri di rugby. Il concetto di base è quello di utilizzare il rugby come strumento per portare i ragazzi detenuti a scoprire nuove realtà attraverso contesti relazionali diversi da quelli abituali, come opportunità di socialità e di allentamento delle tensioni provocate dalla condizione detentiva.
LʹASR si prefigge inoltre lʹobiettivo di dare una sorta di “seconda casa” a dei ragazzi che, quando saranno rilasciati, si ritroveranno spesso a vivere situazioni molto difficili. Perchè proprio il rugby può aiutare bambini con difficoltà di integrazione e giovani detenuti? Da noi il rugby è vissuto come disciplina sportiva dotata di unʹetica utile nella vita di ciascuno; unʹimportante esperienza formativa caratterizzata da crescita individuale e senso di appartenenza ad un gruppo.
Il rugby con le sue tradizioni e regole trasmette valori essenziali e rari. Giocare significa migliorare il proprio carattere, sviluppare lealtà, spirito di sacrificio, lavoro di squadra. Il progetto con le scuole elementari non è nuovo. Che riscontri avete avuto? I riscontri sono buoni e, a testimonianza di ciò, questʹanno si è allargato a sei il numero di scuole coinvolte nel progetto.
Inoltre, sempre da questʹanno, ci sarà lʹestensione alle elementari di un nuovo modello di allenamento che abbiamo avviato nel 2006 in collaborazione con un gruppo di psicomotricisti del gruppo Ariel. Si è deciso di porre più attenzione allo sviluppo motorio dei bambini, aspettando chi ha maggiori difficoltà e privilegiando quindi un percorso di crescita comune rispetto alla mera prestazione sportiva.
I rivali della Amatori, grazie alla fusione con la Leonessa Brescia, questʹanno giocheranno in serie A. Non sarebbe più redditizio puntare a grandi risultati con la prima squadra? Chi fa parte del nostro club, è qui solo per passione e per senso di appartenenza. LʹASR si autofinanzia e nessuno prende un soldo.
La nostra ambizione è dare la possibilità ad un numero maggiore di ragazzi di avvicinarsi a questo sport, di giocare e crescere nelle migliori condizioni, di coinvolgere genitori e famiglie. Il lavoro fatto con minirugby e giovanili ci dà comunque molte soddisfazioni ed è proprio grazie alla qualità del nostro settore giovanile che lʹASR si colloca tra le prime dieci società italiane.
Quando il rugby diventa scuola di vita
Posted by admin on 9/28/08 • Categorized as Commenti, Società, Sport
Di Marco Andriola
MILANO ‐ LʹAssociazione Sportiva Dilettantistica Rugby Milano, nata nel 1945, vanta circa quattrocento atleti tesserati tra squadre di minirugby, giovanili, seniores (due squadre: una in Serie B, lʹaltra in Serie C) e old ed ha più di cinquanta tesserati tra educatori, allenatori, accompagnatori e medici.
Oltre a giocare sui campi di tutta la Lombardia e dintorni, da alcuni anni lʹA.S.R. è impegnata in progetti di valenza sociale ed educativa. Enzo Dornetti, general manager, e Giorgio Terruzzi, addetto stampa ci spiegano di cosa si tratta: lʹattività in alcune scuole elementari di Milano è iniziata qualche anno fa; da questʹanno partirà anche una collaborazione con lʹIstituto penale minorile Beccaria.
Le scuole elementari ormai rispecchiano la molteplicità etnica e culturale del nostro paese e in molti casi si riscontra una mancanza di socializzazione sia tra i bambini che tra le famiglie. In questo contesto noi e i nostri istruttori organizziamo allenamenti e amichevoli presso la scuola e tornei con altre squadre pari categoria su veri campi da rugby.
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La collaborazione con il Beccaria, invece, cosa prevede? Anche in questo caso abbiamo in progetto di iniziare allenamenti, partite amichevoli e tornei sia allʹinterno che allʹesterno dellʹistituto e inoltre i ragazzi potranno seguire corsi di formazione per diventare istruttori o arbitri di rugby. Il concetto di base è quello di utilizzare il rugby come strumento per portare i ragazzi detenuti a scoprire nuove realtà attraverso contesti relazionali diversi da quelli abituali, come opportunità di socialità e di allentamento delle tensioni provocate dalla condizione detentiva.
LʹASR si prefigge inoltre lʹobiettivo di dare una sorta di “seconda casa” a dei ragazzi che, quando saranno rilasciati, si ritroveranno spesso a vivere situazioni molto difficili. Perchè proprio il rugby può aiutare bambini con difficoltà di integrazione e giovani detenuti? Da noi il rugby è vissuto come disciplina sportiva dotata di unʹetica utile nella vita di ciascuno; unʹimportante esperienza formativa caratterizzata da crescita individuale e senso di appartenenza ad un gruppo.
Il rugby con le sue tradizioni e regole trasmette valori essenziali e rari. Giocare significa migliorare il proprio carattere, sviluppare lealtà, spirito di sacrificio, lavoro di squadra. Il progetto con le scuole elementari non è nuovo. Che riscontri avete avuto? I riscontri sono buoni e, a testimonianza di ciò, questʹanno si è allargato a sei il numero di scuole coinvolte nel progetto.
Inoltre, sempre da questʹanno, ci sarà lʹestensione alle elementari di un nuovo modello di allenamento che abbiamo avviato nel 2006 in collaborazione con un gruppo di psicomotricisti del gruppo Ariel. Si è deciso di porre più attenzione allo sviluppo motorio dei bambini, aspettando chi ha maggiori difficoltà e privilegiando quindi un percorso di crescita comune rispetto alla mera prestazione sportiva.
I rivali della Amatori, grazie alla fusione con la Leonessa Brescia, questʹanno giocheranno in serie A. Non sarebbe più redditizio puntare a grandi risultati con la prima squadra? Chi fa parte del nostro club, è qui solo per passione e per senso di appartenenza. LʹASR si autofinanzia e nessuno prende un soldo.
La nostra ambizione è dare la possibilità ad un numero maggiore di ragazzi di avvicinarsi a questo sport, di giocare e crescere nelle migliori condizioni, di coinvolgere genitori e famiglie. Il lavoro fatto con minirugby e giovanili ci dà comunque molte soddisfazioni ed è proprio grazie alla qualità del nostro settore giovanile che lʹASR si colloca tra le prime dieci società italiane.